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Direttive interne del Tribunale penale federale sulla comunicazione della giurisprudenza

1. Scopo
Le presenti direttive della Commissione amministrativa disciplinano la collaborazione tra la presidenza, il segretariato generale e i presidenti delle Corti riguardo alla comunicazione della giurisprudenza ai media.

2. Basi legali e ducumenti di riferimento
Legge federale del 19 marzo 2010 sull’organizzazione delle autorità penali della Confederazione (LOAP; RS173.71)

Regolamento del 31 agosto 2010 sull’organizzazione del Tribunale penale federale (ROTPF; RS173.713.161)

Regolamento del 24 gennaio 2012 del Tribunale penale federale sui principi dell’informazione (RS173.711.33)

Concetto quadro del 30 marzo 2011 sulla comunicazione dei tribunali della Confederazione con i media.

3. Competenze
1 Il  presidente del Tribunale penale federale rappresenta il Tribunale verso l’esterno (art. 52 cpv. 3 seconda frase LOAP).

2 Il segretariato generale è l’organo di contatto per tutte le questioni legate ai media. I giudici e i collaboratori gli inoltrano ogni richiesta di informazione proveniente dall’esterno. Esso provvederà ad evaderla celermente previa consultazione del presidente del Tribunale e, per i casi pendenti, del presidente della Corte interessata (art. 10 cpv. 2 lett. d ROTPF).

3 In caso di divergenze di opinione fra segretariato generale e il presidente della Corte interessata in merito ad una comunicazione, la decisione finale spetta al presidente del Tribunale (art. 2 cpv. 2 Regolamento sull'informazione).

4. Principi e procedura
1 Il Tribunale informa sulla sua giurisprudenza in modo attivo, tempestivo, esauriente e trasparente, a condizione che non vi si oppongano superiori interessi pubblici o privati degni di protezione (art. 2 cpv. 1 Regolamento sull'informazione). Il Tribunale informa in primo luogo tramite le sue decisioni.

2 Per casi complessi o rilevanti per il pubblico il Tribunale può accompagnare la comunicazione della giurisprudenza con un comunicato stampa. Le parti ne vengono informate e ricevono un esemplare del medesimo.

Per i procedimenti pendenti vengono comunicate, d’intesa con il presidente della Corte interessata, di regola soltanto le informazioni generali sullo svolgimento procedurale.

5. Cause celebri
1 I  giornalisti accreditati possono chiedere che una procedura sia trattata come “causa celebre”. È definita tale una procedura che, per i fatti, la causa o le parti coinvolte suscita particolare interesse nell’opinione pubblica e attira l’attenzione dei media.

Il Tribunale può designare una procedura come “causa celebre” anche di propria iniziativa.

3 Non appena si decide di effettuare una comunicazione in merito ad una “causa celebre”, il collegio giudicante deve essere pronto con una bozza di comunicato stampa da sottoporre al segretariato generale.

4 Inoltre in caso di forte pressione mediatica il presidente della Corte interessata, rispettivamente del collegio giudicante, deve essere raggiungibile al più presto.

6. Embargo
1 Di norma i giornalisti accreditati ricevono tutte le sentenze del Tribunale. Le decisioni sono in forma anonimizzata. Esse vengono inviate per via elettronica, prima di essere pubblicate nella banca dati all’interno del sito Internet del Tribunale (art. 15 cpv. 1 lett. f e cpv. 2 Regolamento sull’informazione).

2 Di regola per ogni decisione è previsto un periodo di attesa (embargo), che consente ai giornalisti di prepararsi adeguatamente sul caso.

7. Sentenze della corte penale
Riguardo alle decisioni della Corte penale lette in aula a dibattimento terminato, valgono inoltre le seguenti disposizioni:

  1. a lettura ultimata il cancelliere trasmette per e-mail il dispositivo della decisione al segretariato generale, indicando se del caso, le parti da anonimizzare;
  2. il segretariato generale trasmette per e-mail il dispositivo della decisione ai giornalisti accreditati;
  3. in aula penale non vengono consegnati dispositivi ai giornalisti.

8. Comunicato stampa
Il comunicato stampa contiene le informazioni essenziali e facilita la cronaca giudiziaria nei casi complessi o rilevanti per il pubblico.

Il presidente del collegio giudicante redige una bozza di comunicato stampa e la sottopone al segretariato generale che è competente per la redazione definitiva.

Esso è pubblicato in tedesco, francese e italiano. Per le procedure di rilevanza internazionale può essere tradotto anche in inglese.

4 Di norma la Corte interessata provvede alla traduzione. Il presidente del collegio giudicante lo controlla e lo approva.  

9. Entrata in vigore
Le presenti direttive entrano in vigore il 1° luglio 2012.