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Tribunale penale federale



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Giornata annuale dell’ASFDS

Associazione Svizzera di Filosofia del Diritto e Filosofia Sociale (ASFDS) e Tribunale penale federale

Giornata annuale dell’ASFDS del 22 e 23 giugno 2017 al Tribunale penale federale a Bellinzona

Tema: la funzione della cronaca giudiziaria nella democrazia diretta

Il diritto e la giustizia vengono concretizzati attraverso la giurisprudenza dei tribunali. Perché questo avvenga è necessaria una sua percezione pubblica. Solo in tal modo, il pubblico stesso può confidare in un’applicazione giusta e adeguata del diritto. La giustizia ha bisogno che il suo lavoro sia conosciuto dal pubblico. L’indispensabile fiducia da parte dei destinatari delle norme giuridiche, che è alla base del funzionamento di uno Stato di diritto, presuppone la disponibilità della giustizia a rendere conto del proprio lavoro.

Il pubblico e la politica percepiscono tuttavia solo eccezionalmente in maniera diretta il lavoro dei tribunali; gran parte delle informazioni relative ai tribunali e alla giurisprudenza viene data tramite i media, più precisamente attraverso la cronaca giudiziaria.

L’Associazione svizzera per la filosofia del diritto e sociale mette al centro della sua giornata annuale 2017 il tema della cronaca giudiziaria e del suo ruolo nell’attuazione del diritto. Punto di partenza è la constatazione che in democrazia (diretta) il pubblico, destinatario della cronaca giudiziaria, vota direttamente o indirettamente le leggi che verranno poi applicate dai tribunali. L’intermediazione dei media relativamente all’applicazione del diritto da parte dei tribunali, in quanto concretizzazione dell’attività legislativa nel caso singolo, ha un influsso diretto sulle aspettative che il legislatore – cittadini o parlamento – pone alla base del suo lavoro. Inoltre dalle sentenze dei tribunali il legislatore può comprendere se le sue aspettative sono state ossequiate o meno.

La cronaca giudiziaria è anche indirizzata al legislatore; nella democrazia diretta agli aventi diritto di voto, nella misura in cui questi, con le iniziative popolari, prendono parte all’attività legislativa. A maggior ragione risulta importante la comprensione reciproca tra il pubblico e la giustizia.

L’applicazione del diritto si basa su accertamenti di fatto giuridicamente e metodologicamente corretti, con relativa sussunzione sotto le norme adeguate. La decisione nel caso singolo, dal punto di vista discorsivo, segue una specifica razionalità giuridica, che deve a sua volta rispettare la coerenza del sistema, a garanzia dell’uguaglianza di trattamento. Riassumendo, la giurisprudenza si basa su un discorso razionale. Con la motivazione della sua sentenza il tribunale ne rende conto. Comprendere la giustizia significa quindi seguire la sua argomentazione razionale.

La tensione dialettica, tra la metodologia giudiziaria e la concreta situazione in cui i media e la discorsività politica sono pubblicamente chiamati ad agire, è evidente: da una parte razionalità, prevedibilità, equilibrio, noia; dall’altra emotività, eccitazione, ricerca dell’attenzione, intrattenimento. Non è dunque per nulla evidente conciliare mondo della giustizia e logiche della comunicazione.

Il possibile divario si acuisce ulteriormente a causa di tensioni interne. Nell’attività dei tribunali esse derivano dal fatto che, applicando il diritto con specifica razionalità giuridica, questi devono spesso necessariamente deludere aspettative sia private che pubbliche. E all’interno dei media affermati esse si situano fra preferenze redazionali, esigenze economiche, obbligo di oggettività e sfide strutturali provenienti dai nuovi media basati su internet.

Il congresso si prefigge di chiarire i ruoli sociali di giustizia e media nella loro interazione, di rendere visibili le problematiche sopra evidenziate e di esplicitare le reciproche aspettative. A titolo di esempio verranno tematizzati gli effetti che lo scandalismo mediatico in relazione a determinati processi può avere a livello di percezione della giustizia (v. ad es. il caso Carlos) oppure gli influssi della cronaca giudiziaria sulla politica (ad es. in relazione alla giurisprudenza del TF e della CEDU in ambito di diritti umani).

Fra i relatori vi saranno sia rappresentanti del mondo scientifico – storia del diritto, diritto, filosofia politica, scienza della comunicazione – che dei media e della giustizia stessa. Agli interventi si aggiungerà un podium di discussione tra responsabili di media, professionisti dei media e rappresentanti della giustizia.




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